Cena delle 12 tapas

On the first day of Christmas my true love sent to me a partridge in a pear tree

La nota canzone natalizia inglese The twelve days of Christmas ci introduce alla cena che abbiamo fatto ieri per due amici. Tale cena prevedeva infatti 12 portate di tapas, i tipici stuzzichini spagnoli. Perché le tapas? Perché abbiamo fatto il viaggio di Capodanno nel nord della Spagna: Asturie e Galizia. Perché 12? Beh, il libro da cui abbiamo preso le ricette ne prevedeva 100, possiamo dire di aver scelto un giusto compromesso tra varietà e sazietà. Anche se i due invitati alla fine giacevano provati sul divano.

Ecco le tapas nell’ordine in cui sono state servite con relative ricette e foto:

1. Salmoriglio: abbiamo passato al mixer passata di pomodoro, succo di pomodoro, uno spicchio d’aglio, tre o quattro cucchiai di pangrattato, sale e olio extravergine. Versato il composto in piccoli bicchieri per amouse bouche, lasciato raffreddare in frigo per un’ora buona e poi servito con una guarnizione di uovo sodo tritato.

2. Formaggio e miele: qui è stato facile. Abbiamo tagliato a cubetti del formaggio misto spagnolo e lo abbiamo servito insieme a un meraviglioso miele asturiano di semi di girasole.

3. Salame di struzzo: ancora più facile. È stato sufficiente affettare un salame di struzzo comprato in Spagna e servirlo su un tagliere.

4. Tortilla: perfetta per accompagnare gli affettati. Abbiamo pelato e tagliato a fette sottili le patate, fatte rosolare con tanta cipolla, salandole, fino a quando non sono risultate tenere. Le abbiamo aggiunte a 8 uova sbattute e poi rimesse sul fuoco nello stesso largo tegame in cui avevano rosolato, con l’aggiunta di altro olio. Cottura lenta fino a quando l’erto frittatone non è apparso ben cotto. (Ovviamente a metà cottura andrà girato, operazione non semplice quando la tortilla contiene otto uova e mezzo chilo di patate, più cipolle q.b.).

5. Vol au vent al pecorino: semplice. Vol au vent già pronti, riempiti con cubetti di pecorino e passati al forno a media temperatura fino a quando il formaggio non si è fuso.

6. Cozze marinate: altra preparazione di estrema semplicità. Qui davvero non abbiamo fatto altro che aprire una confezione di mejillones fritos en escabeche, comprata in un negozio gourmet di Oviedo, e abbiamo servito i saporiti molluschi in piccoli piattini per ciascun commensale. Con uno spicchio di limone.

7. Polpo alla gallega: abbiamo lessato un polpo surgelato per una ventina di minuti in una pentola con brodo di pesce. Scolato, pulito, tagliato a pezzetti e condito con olio extra vergine, paprika forte e un pizzico di sale. Lo abbiamo servito in una scifetta da polenta (anche se nella foto qui sotto era già finito in un piatto).

8. Funghi ripieni: svuotate bene le cappelle dei funghi champignon le abbiamo riempite con un grosso spicchio d’aglio tagliato finemente e fritto nell’olio insieme al prezzemolo e ai gambi tagliati a piccoli dadini. Passati in forno i funghi per venti minuti a 160° li abbiamo poi guarniti, al momento di servirli, con gamberi fritti e avvolti in una striscia di prosciutto. Eccezionali.

9. Crostini con patè e avocado: fette di pane casereccio spalmate con un patè di cabrales y cedro (cioè maiale e gorgonzola), acquistato in Spagna, e guarnite con fettine di avocado spruzzate di limone. La ricetta originale prevedeva anche una fettina di prosciutto d’oca che non avevamo e che non ci sembrava opportuno rimpiazzare con lo stesso tipo di prosciutto appena usato per il piatto precedente.

10. Sandwich di sardine: il colpo di grazia a pochi passi dalla fine del percorso. Sandwich di pane ai cereali, bagnati con l’olio delle sardine e la passata di pomodoro e farciti con le sardine e una cipolla fresca passata per qualche secondo al microonde.

11. Carote alle nocciole: buonissime. Carote tagliate a fette bislunghe, rosolate in olio con uno spicchio d’aglio e condite con una mistura di 2 cucchiai di miele millefiori e 2 d’aceto. Stufate in padella fino a quando le carote non si sono ammorbidite e poi condite con granella di nocciole (la ricetta originale prevedeva scaglie di mandorla, ma quelle che avevamo sono tutte finite per errore nel piatto successivo).

12. Tarta de Santiago: inevitabilmente, il dolce. Per la pasta: 150 gr. di farina 00, 1 uovo, 100 gr. di burro morbido e altrettanti di zucchero. Per la crema alle mandorle: 500 gr. di mandorle tritate, 300 gr. di zucchero, 6 uova, 1 bicchierino di rum, 1 cucchiaino di cannella, scorza di limone grattuggiata. La pasta va preparata come una frolla classica. La crema invece va fatta così: lavorate uova e zucchero, aggiungete cannella, limone e rum, poi le mandorle tritate a farina. Stendete la pasta e con i tre quarti foderate una tortiera. Versatevi la crema di mandorle. Ricoprite con la frolla restante. Infornare a 180° fino a quando la torta non supera la prova stecchino. Per la decorazione usate un mascherino di cartoncino e spolverate la torta di zucchero a velo.

E infine liquorino tipo rosolio disdegnato da tutti gli uomini presenti alla cena, ma molto apprezzato dalla padrona di casa. Tutta la lunga cena è stata innaffiata da due bottiglie di ottimo Rioja comprato in Spagna in vista dell’evento.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...