Dop, Roma

Siamo finalmente andati a provare questo ristorante che ha aperto da qualche tempo negli stessi locali dello storico Scalino del Cardinale, a fianco del più noto Insomnia (via Portuense, 467/469). Ad oggi ancora non esiste traccia di questo Dop su internet o sulle pagine gialle.

Comunque, ecco qui il mio commento. Sala informale, ma molto curata e accogliente. Peccato per il megaschermo acceso sopra la porta di ingresso, di cui non si sentiva proprio la necessità (soprattutto se il volume della tv si sovrappone a quello della musica di sottofondo…).

Abbiamo ordinato, come antipasti, una terrina di scamorza con miele al tartufo e granella di noci e un tortino di zucchina e salmone. Entrambi buoni ma non eccezionali. Come main course, un risotto alla zucca, marsala e rosmarino (questo davvero ottimo, cotto al punto giusto e perfettamente aromatizzato) e un’interessante amatriciana di pesce (bucatini al sugo con bocconcini di pesce spada al posto della pancetta).

Abbiamo bevuto un Gewürztraminer del 2001, servito a temperatura giusta. Il servizio era estremamente cortese e disponibile.

Dop, via Portuense 465 (?), Roma – provato il: 16 febbraio 2008 – abbiamo speso: 27,50 euro a persona

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Un commento su “Dop, Roma

  1. Domenico ha detto:

    Ieri sera io e mia moglie abbiamo deciso di festeggiare il nostro sesto anniversario di matrimonio in questo ristorante e sicuramente è stata una serata difficile da scordare…
    L’incubo in sintesi:
    nel pomeriggio prenoto alle 21,30 e arriviamo al locale alle 21,20. Ovviamente non c’era posto e, nonostante la pioggia, attendiamo l’ora stabilita all’esterno del locale. Alle 21,30 rientriamo ed il gestore ci fa segno col dito di attendere UN minuto. Il minuto si trasforma magicamente in una mezz’ora in piedi accanto all’ingresso angusto cercando di creare meno intralcio possibile a chi entrava ed usciva. Alla fine, il proprietario mette prescia di andar via a due poveri cristi seduti ad un tavolo, fa spostare altre tre clienti al centro del locale e crea un buco nel quale fa subito mettere il nostro tavolo: un traballante tavolo da picnic richiudibile, piccolo, basso e scomodo ben accompagnato da due sedie coordinate, piccole, basse e scomode anch’esse. La serata già si è colorata di grottesco, ma, data l’ora e la pioggia decidiamo di rimanere comunque. Il proprietario non ritiene di doversi scusare con le parole o offrendo magari un aperitivo… per lui è tutto normale.
    Ordiniamo subito un vino rosso per affogare i dispiaceri della “malaristorazione” e il mare torna in tempesta: il vino ROSSO ci viene servito con due bei flute da prosecco!!! “Scusate abbiamo finito i bicchieri da vino rosso” sono le parole affrante della cameriera. Data l’aria da dejeuner sur l’erbe della cena, invito la cameriera a portarci due bicchieri da acqua per gustare il vino (vino che sulla carta era un Montepulciano Lepore e invece è diventato un Nicodemi… vabbè, tanto ormai…).
    Gli antipasti arrivano con un ritardo di 10 minuti tra il mio e quello di mia moglie, così, a vicenda, uno mangia e l’altro guarda…
    I primi arrivano insieme ma la gioia e la voglia di gustarli erano andate via già da un pezzo.
    Caffè, sconto di 3,50 e una croce grossa così su un locale che non merita sicuramente una gestione della sala simile.

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